Neo Rauch e Rosa Loy, prima in Italia

Neo Rauch e Rosa Loy, prima in Italia

Neo Rauch e Rosa Loy, prima in Italia.

Con la riapertura al pubblico, lo scorso maggio, dello spettacolare Torrione medievale di Vicenza, la Fondazione Coppola ha inaugurato la sua attività espositiva portando per la prima volta in Italia le opere di due straordinari esponenti della pittura internazionale degli ultimi decenni: Neo Rauch e Rosa Loy.

La mostra “La Torre”, a cura di Davide Ferri, chiaramente un omaggio dei due artisti tedeschi al luogo che la ospita, prosegue fino al 30 agosto, con orario continuato dalle 11 alle 18, da venerdì a lunedì, presentando al pubblico dipinti e disegni in gran parte inediti.

Un’occasione unica per scoprire il lavoro di due artisti fortemente legata alla città di Lipsia, dove, dall’inizio del Novecento fino agli anni Duemila, è andato formulandosi un linguaggio figurativo che ha ispirato molte generazioni di artisti.

“La Torre” si articola sui sei piani del complesso medievale attraverso un percorso di progressione verso l’alto, fino a raggiungere la sommità dell’edificio dove è possibile ammirare una vista a trecentosessanta gradi sulla città di Vicenza, che si può leggere anche in stretta relazione con le opere.

La mostra è una proposta di dialogo tra le opere dei due artisti, Neo Rauch e Rosa Loy, fino al confronto ravvicinato tra le due poetiche.

La figura della torre come elemento evocativo e rimando a una possibile narrazione, appare in molti dipinti di Neo Rauch, fungendo da richiamo a quell’immaginario popolare e fiabesco che da sempre alimenta le visioni dell’artista.

Neo Rauch
L’artista ha rivestito un ruolo cruciale negli anni immediatamente successivi alla fine dell’ex DDR imponendosi come figura di raccordo tra diverse generazioni e punto di riferimento per i pittori che hanno fatto parte della Nuova Scuola di Lipsia. Il suo linguaggio figurativo reca l’influenza di diverse culture: le illustrazioni dei manifesti di propaganda della Germania Est, la cultura Pop, il realismo energetico e nervoso di artisti come Max Beckmann e Otto Dix, le prospettive allucinate e la concitazione narrativa dei grandi teleri di maestri rinascimentali come Tintoretto e Rubens. Ogni dipinto di Neo Rauch è basato sull’incontro e sulla giustapposizione (e infine sul collasso) di motivi e nuclei narrativi differenti, con figure che possono sdoppiarsi e moltiplicarsi all’interno della stessa immagine e bruschi cambiamenti atmosferici e temporali.

Rosa Loy
Al centro dei dipinti dell’artista c’è sempre la figura del doppio femminile e del doppelgänger, e la relazione enigmatica – e spesso sordidamente violenta – tra due figure che si muovono all’interno di un paesaggio intimo e famigliare, dentro una casa o un giardino. Come i dipinti di Neo Rauch anche quelli di Rosa Loy invitano lo spettatore a confrontarsi con immagini archetipiche – dense di implicazioni psicanalitiche – il cui significato è continuamente rilanciato dalla giustapposizione di dettagli ed elementi potenzialmente “sintomatici” e da una “costruzione ellittica e priva di nuclei stabili”: una dimensione illustrativa a cui fa da contraltare un’imprendibilità del racconto come avviene nella tradizione surrealista.

Fino al 30 agosto 2019

Orari: da venerdì a lunedì, 11.00-18.00

Ingresso € 5,00; ridotto per gli over 65; € 4,00; gratuito per gli under 18 e per i giornalisti accreditati in possesso di tessera stampa in corso di validità.
La vendita dei biglietti presso la reception termina alle ore 17.00 (un’ora prima della chiusura).

Informazioni e prenotazioni

http://www.fondazionecoppola.org

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