La pala di Brunelli torna a Carditello

La pala di Brunelli torna a Carditello

La pala di Brunelli torna a Carditello. Infatti, in occasione della IV edizione dell’evento equestre Cavalli&Cavalieri, è stata riportata al Real Sito di Carditello la pala d’altare di Domenico Brunelli, realizzata per la Chiesa dell’Ascensione.

La temporanea restituzione dell’opera alla sua collocazione originaria è l’occasione per proporre una ideale ricomposizione degli apparati decorativi della Chiesa, come fu progettata al momento della sua inaugurazione, avvenuta alla presenza di Ferdinando IV di Borbone, nel 1792.

Tale eccezionale ritorno dell’opera al Sito durante le iniziative istituzionali quali la Festa dell’Ascensione e Cavalli&Cavalieri rappresenta, per il Presidente Luigi Nicolais, un primo passo verso la realizzazione di un riallestimento complessivo della palazzina centrale, con manufatti e opere originali, oggi conservati in altre residenze borboniche.

Il Real Sito di Carditello, infatti, in restauro dal luglio del 2019, non ha mai interrotto la sua programmazione di eventi, presentazioni, visite, concerti ed attività culturali ed equestri, e continuerà a proporre iniziative anche durante i lavori di restauro.

L’opera

in occasione della IV edizione dell’evento equestre Cavalli&Cavalieri, sarà riportata al Real Sito di Carditello la pala d’altare di Domenico Brunelli, realizzata per la Chiesa dell’Ascensione e attualmente in deposito presso la Reggia di Caserta.  La temporanea restituzione dell’opera alla sua collocazione originaria sarà l’occasione per proporre una ideale ricomposizione degli apparati decorativi della Chiesa, come fu progettata al momento della sua inaugurazione, avvenuta alla presenza di Ferdinando IV di Borbone, nel 1792.  Tale eccezionale ritorno dell’opera al Sito durante le iniziative istituzionali quali la Festa dell’Ascensione e Cavalli&Cavalieri rappresenta, per il Presidente Luigi Nicolais, un primo passo verso la realizzazione di un riallestimento complessivo della palazzina centrale, con manufatti e opere originali, oggi conservati in altre residenze borboniche.  Il Real Sito di Carditello, infatti, in restauro dal luglio del 2019, non ha mai interrotto la sua programmazione di eventi, presentazioni, visite, concerti ed attività culturali ed equestri, e continuerà a proporre iniziative anche durante i lavori di restauro, grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Caserta e Benevento e della Ditta Ada Restauri che conduce i lavori.  L’opera  Come la Chiesa, l’opera del Brunelli è intitolata all’Ascensione del Salvatore. Il tema si dispiega a partire dalla pala d’altare fino alla cupola dove, tra nuvole, serafini e angeli, si scorge la figura dell’Eterno Padre. Carlo Brunelli è anche l’autore degli affreschi delle due tribune dedicate alla Natività e alla Fuga in Egitto.  La tela, datata 1788 e firmata dal suo autore, è caratterizzata da una composizione tradizionale, con i dodici apostoli collocati nella parte inferiore del dipinto, intenti a osservare con espressioni stupite e rapite il loro Maestro innalzarsi al cielo. I toni morbidi sono resi più omogenei dal passaggio del tempo.  La pala d’altare è attestata all’interno della Chiesa a partire dal 1792 fino al 1936; dal 1974 è stata collocata nella sede del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno per poi essere inserita nella sezione permanente dedicata al Real Sito, situata presso la Reggia di Caserta.  Carlo Brunelli (seconda metà del XVIII Secolo) fu pittore di corte, molto stimato da Ferdinando che gli affidò importanti lavori anche nelle altre residenze reali, tra cui l’affresco della Cappella di San Ferdinando a San Leucio.Come la Chiesa, l’opera del Brunelli è intitolata all’Ascensione del Salvatore. Il tema si dispiega a partire dalla pala d’altare fino alla cupola dove, tra nuvole, serafini e angeli, si scorge la figura dell’Eterno Padre. Carlo Brunelli è anche l’autore degli affreschi delle due tribune dedicate alla Natività e alla Fuga in Egitto.

La tela, datata 1788 e firmata dal suo autore, è caratterizzata da una composizione tradizionale, con i dodici apostoli collocati nella parte inferiore del dipinto, intenti a osservare con espressioni stupite e rapite il loro Maestro innalzarsi al cielo.

Carlo Brunelli (seconda metà del XVIII Secolo) fu pittore di corte, molto stimato da Ferdinando che gli affidò importanti lavori anche nelle altre residenze reali, tra cui l’affresco della Cappella di San Ferdinando a San Leucio.

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