Il Trianon Viviani diventa fondazione

Il Trianon Viviani diventa fondazione

Il Trianon Viviani diventa fondazione. Ha, infatti, ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato.

Il soggetto che ha la proprietà e la gestione del teatro di Forcella si trasforma così da società per azioni a intera partecipazione pubblica in fondazione. Soci fondatori la Regione Campania e la Città metropolitana di Napoli, con una partecipazione rispettivamente dell’80,40% e del 19,60%.

Acquisito il riconoscimento della nuova personalità giuridica dell’ente, nella prima metà del mese, il presidente Giovanni Pinto, riconfermato alla guida amministrativa del teatro, procederà quindi all’insediamento del nuovo cda. Nell’organo amministrativo della fondazione, con Pinto, designato dalla Regione, sono stati nominati l’operatrice teatrale Igina Di Napoli, sempre su indicazione del socio di maggioranza, e l’economista Antonio Roberto Lucidi, in rappresentanza della Città metropolitana.

Commenta il presidente Pinto: «Con la trasformazione del Trianon Viviani in fondazione si avvia una nuova fase identitaria e produttiva del teatro, volta a perseguire gli scopi statutarî di sviluppo, qualificazione e divulgazione dell’arte e della cultura napoletana».

Intanto, è fissata per giovedì 31 ottobre l’inaugurazione della stagione 2019/2020, con Quelle del Festival… Le indimenticabili canzoni di Napoli, un concertone teatrale, curato da Maurizio Palumbo, dedicato alle più famose melodie lanciate dal Festival di Napoli tra il 1952 e il 1970. L’orchestra dal vivo sarà diretta da Peppino Fiscale. Il ricco e articolato cartellone, curato dal direttore artistico uscente Nino D’Angelo, si compone di quattordici spettacoli a prezzi popolari, tra musica, teatro musicale e commedia, con la partecipazione di molti artisti beniamini del pubblico. Chiuderà la stagione un’edizione particolare del fortunato spettacolo musicale Carosone, l’americano di Napoli, in occasione del centenario della nascita del grande cantante, compositore e pianista partenopeo: scritto da Federico Vacalebre, biografo del musicista, vede protagonista in scena Andrea Sannino, con gli arrangiamenti di Lorenzo Hengeller.

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