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Arkeda Open House 2020, si riparte dal web

Arkeda Open House 2020, l’anno del web e del format giornalistico. Dal primo dicembre i progetti dei super architetti per una Napoli sempre più bella e vivibile

Si compongono gli ultimi tasselli per Arkeda Open House 2020, che nonostante la pessima annata, ha comunque programmato per il primo dicembre il consueto focus sull’architettura, ma rimandando al prossimo anno il tour in case, studi e cantieri di architetti napoletani o che operano in città. Grande il sostegno dell’arte, quest’anno con la sponsorizzazione dello Studio Trisorio, partner culturale di ampio respiro internazionale, nonché il supporto tecnico di Io Printo e la partecipazione in qualità di media partner di Grande Napoli. Con l’auspicio che, oltre a far luce su un universo poco esplorato dal pubblico, il mondo tecnico dell’architettura, spesso incomprensibile, ma anche universale del bello e fruibile, si tenda a progetti più visibili ed attuabili. Idee progettuali o provocazioni concettuali, per diffondere consapevolezza nella convinzione che il dialogo porta ad evidenziare necessità e opportunità di crescita. Così Arkeda Open House quest’anno presenta sette progetti di altrettanti super studi partenopei, che faranno discutere, sognare, o solo osservare una città che sta cambiando o che potrebbe cambiare, si spera sempre in meglio. Non può essere che così se gli studi che partecipano ad AOH 2020 sono: La società Cooperativa Gnosis Progetti, Interplan2Architects, KR e Associati s.r.l. con l’idea e progetto degli architetti Andrea Cassese e Clorinda Grande, Pica Ciamarra Associati, Eoss Architettura, Tecnosistem Spa di cui fanno parte S.I.A. Srl e il prof. Pasquale Miano e il gruppo di architetti Esposito, Castaldo, Prezioso.

Bisogna inoltre sottolineare che ad ogni edizione AOH c’è un artista che disegna e realizza un braccialetto da collezione che donato agli ospiti serve a riconoscere chi si è registrato e partecipa al tour, così per i primi due eventi 2018 e 2019 si sono cimentate le artiste Laura Cristinzio e poi Enza Monetti. Quest’anno senza tour si poteva evitare il braccialetto, ma si è deciso di farlo realizzare comunque, dall’artista francese napoletano d’adozione Christophe Mourey, per non interrompere la continuità ed avere il braccialetto d’artista 2020. A lui eclettico esteta è stato chiesto di rappresentare l’architettura partenopea in questo piccolo oggetto, un braccialetto, è l’ha fatto a tratto di biro, come è sua cifra e abitudine creativa, mettendo in luce particolari e simboli partenopei, mai più attuali che in questo tempo sospeso che stiamo affrontando, dove palazzi e simboli hanno la stessa dimensione e importanza. Un solo input gli è stato suggerito, mantenere il colore, per contrastare il grigiore assillante, e lui ha coltro appieno lo spirito e a differenza degli altri anni dove le architetture coloravano la passeggiata del tour napoletano, per la prima volta i colori sprizzano dalla creazione, che sarà stampata quest’anno in tiratura limitata. E solo se sarà possibile organizzare la mostra dei sette progetti (ma questo si potrà decidere solo ad inizio dicembre, in alternativa rimane la versione web e giornalistica dell’evento) il braccialetto sarà donato a chi verrà in visita. www.arkedaopenhouse.it (sito internet realizzato da Mutart)

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