The Blank annuncia la mostra personale di Alex Da Corte (1980, Camden, NJ), che si tiene presso il Palazzo della Ragione di Bergamo dal13 novembre 2026 al 17 gennaio 2027.
Il progetto espositivo, curato da Stefano Raimondi, rappresenta un nuovo capitolo del dialogo tra la città, il patrimonio storico e le pratiche artistiche contemporanee internazionali.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di ricerca e programmazione che The Blank porta avanti da anni all’interno di Palazzo della Ragione, con mostre che hanno segnato la traiettoria culturale del territorio coinvolgendo artisti come Yayoi Kusama, Matt Mullican, Giulio Paolini e moltissimi altri, consolidando il ruolo della città come piattaforma privilegiata per la sperimentazione artistica e per l’incontro tra pubblico e linguaggi visivi del presente.
La mostra di Alex Da Corte offre un’immersione nell’universo visionario dell’artista che, nel corso della sua carriera, ha sviluppato una ricerca espositiva unica che lo ha portato a confrontarsi con alcuni dei più importanti contesti museali e istituzionali a livello internazionale quali il Whitney Museum of American Art e il The Metropolitan Museum of Art di New York.
L’opera Sun and Shadow è un monumentale tappeto di 16×12 metri, caratterizzata da una forte componente simbolica e da un raffinato uso del colore e dell’immagine, capace di trasformare lo spazio espositivo in un ambiente magico, in cui memoria e identità si intrecciano in modo ambiguo e poetico.
Il motivo che attraversa il tappeto nasce da un’immagine apparentemente semplice: un fiore. Osservandolo con attenzione, però, ci accorgiamo che qualcosa non torna. Il fiore sembra essersi piegato, quasi crollato al suolo, mentre la sua ombra continua a rimanere eretta. È come se immagine e ombra non fossero più d’accordo su ciò che sta accadendo.
Alex Da Corte ha creato un’immagine capace di funzionare da ogni direzione. A seconda del punto in cui ci troviamo, il fiore può apparire fragile e l’ombra forte, oppure il contrario. Ciò che sembra una caduta può diventare una rinascita; ciò che appare come una sconfitta può trasformarsi in una nuova forma di crescita.
L’artista descrive quest’opera come un messaggio sulla vita. Crescere verso l’alto e verso il basso. Cadere. Rialzarsi. Tornare. Nel fiore convivono contemporaneamente vulnerabilità e resistenza, perdita e trasformazione. Come spesso accade nel lavoro di Alex Da Corte, un’immagine vicina al linguaggio del fumetto e dell’illustrazione custodisce una riflessione più profonda sulla condizione umana.
Anche il prato che circonda il fiore contribuisce a questa ambiguità. L’artista immagina il tappeto come un grande campo erboso artificiale, una natura sintetica composta da fibre tessili e colori derivati da un processo di stampa che richiama le tecniche della cultura popolare e dei fumetti del Novecento. Camminando sulla superficie, il visitatore entra così in un paesaggio al tempo stesso familiare e artificiale, reale e immaginario.
In questo incontro tra il fiore, la sua ombra e il prato che lo accoglie, l’opera ci invita a considerare come ogni esperienza possa essere osservata da prospettive diverse. Non esiste un solo punto di vista definitivo. Come nella vita, ciò che oggi appare come una caduta potrebbe rivelarsi, domani, l’inizio di una nuova crescita.
Per l’occasione sarà presentata una nuova audioguida capace di approfondire gli affreschi e la storia di Palazzo della Ragione e l’opera di Alex Da Corte.
La mostra è prodotta da The Blank Contemporary Art grazie al sostegno e contributo di Fondazione Cariplo nel più ampio progetto “Made In”. Il progetto è in collaborazione con Palazzo Monti ed è reso possibile grazie alla partnership con Aquafil S.p.A, uno dei principali produttori al mondo di fibre sintetiche da materiale di riciclo, e la società Radici Pietro Industries & Brands S.p.A. Le due aziende produttrici hanno in comune l’interesse per la sostenibilità e la ricerca all’avanguardia. Il Festival ArtDate è realizzato con il contributo di Regione Lombardia e in intesa culturale con il Comune di Bergamo.
