Paloma, essere figlia di Picasso e…

La difficile vita della donna del grande Pablo Picasso. E il destino dei figli del pittore, in particolare di Paloma.

“Marie Thérèse Walter si impiccò, Jacqueline Roque si sparò, Olga Chochlova e Dora Maar persero la ragione. Solo io sono ancora viva e vegeta”. Intervistata tempo fa da Panorama, la scrittrice e pittrice Françoise Gilot commentò così la sua condizione di sopravvissuta all’amore di uno degli artisti più famosi della storia, Pablo Picasso.

Tante furono le donne che non riuscirono a sopportare una vita lontano da lui, ma per l’amante e musa francese fu un discorso diverso. Lo lasciò non solo per il suo atteggiamento dispotico, ma anche per il bene dei suoi due figli, Claude e Paloma Picasso, che voleva crescessero con un’istruzione adeguata, e non soggiogati dagli insegnamenti del padre.

Paloma, in particolare, si liberò ben presto dall’influenza di quella figura paterna così ingombrante. Studiò, si specializzò come costumista e creatrice di gioielli, diventando una designer di culto. Una donna forte e indipendente, proprio il contrario dell’idea femminile di suo padre, che era arrivato ad affermare di non sopportare l’idea che una delle sue compagne vivesse più a lungo di lui.

Raccontandosi alla rivista Io Donna qualche anno fa, Paloma Picasso ha spiegato di essere grata a suo padre per un nome così simbolico, che in italiano significa colomba. Meno facile è stato però accettare chi, all’inizio della sua carriera, pensava che lei fosse solo “figlia di”. Solo con il tempo e con il successo personale è riuscita a fare i conti con il destino, che le ha donato due genitori così complicati.

Paloma, essere figlia di Picasso e dell’unica donna che si salvò da lui. Un destino difficile da affrontare anche per una artista che ha avuto difficoltà a trovare la propria strada.

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