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Silvio Orlando in La vita davanti a sé

Stasera il Real Bosco di Capodimonte ospiterà, alle ore 21.00, la prima assoluta di La vita davanti a sé, dal testo di Romain Gary (Emile Ajar), per la regia e l’interpretazione di Silvio Orlando, con la direzione musicale di Simone Campa.  

Pubblicata nel 1975 e adattata per il cinema nel 1977, la storia è quella di Momò, bambino arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville a Parigi, nella pensione di Madame Rosa, un’anziana ex prostituta ebrea che sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del romanzo con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, il protagonista di quel dramma.

Sempre alle 21.00, nel Cortile delle Carrozze di Palazzo RealeFrancesco Montanari con Guglielmo Poggi, diretti da Davide Sacco, presentano Perché leggere i classici, spettacolo ispirato all’opera omonima di Italo Calvino. «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire». Questa una delle frasi più famose del testo oggi riproposto in un format interattivo: Montanari dialogherà con l’assistente vocale Siri, dimostrando al pubblico che la cultura è senza tempo. Il lavoro si chiude con lo storico discorso tenuto da Umberto Eco nel 2002 all’Università di Bologna sull’importanza di leggere i classici. Chi non è riuscito a garantirsi un posto per partecipare dal vivo allo spettacolo potrà seguire l’evento in streaming gratuitamente sulla piattaforma Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania (https://cultura.regione.campania.it/en/web/teatro/live) e sui canali radio e video di CRC (Radio CRC Targato Italia e sul Canale 620 del Digitale Terrestre) messi a disposizione dal NTFI.

A inaugurare la sezione Osservatorio, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, alle ore 22.30, è invece Laerte, spettacolo scritto da Rose Marie Gatta, Francesco IorioMattia LattanziGabriele Raho, per la regia di Rose Marie Gatta e la regia associata di Gemma Costa, con Francesco Iorio, Mattia Lattanzi, e Gabriele Raho. Un medico senza pazienti, un sacerdote senza fedeli, un contadino senza sogni sono gli abitanti di un paesino dove non nasce e non muore più nessuno. Regna la noia, finché Fausto, contadino, non viene a sapere dal proprio dottore di essere “incinto”. In questa condizione paradossale, Teresa, sua nevrotica moglie, troverà una via per comunicare di nuovo con il marito. Lo straordinario avvento di Laerte romperà la noia di un paese intero.

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