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Witness 1:1 di Marc Craig al PAN a cura di Marina Guida

Dal 12 giugno al 4 luglio 2022 Tutti i giorni dalle ore 09:30 alle 19:30
La mostra è organizzata da VisionQuesT 4rosso – Genova, in collaborazione il Comune di Napoli

Dal 12 giugno al 4 luglio 2022, il PAN|Palazzo delle Arti di Napoli, in via dei Mille, ospiterà il grande progetto fotografico di Marco Craig dal titolo Witness 1:1 , a cura di Marina Guida.
Un nucleo di opere inedite esposte per la prima volta a Napoli del fotografo milanese, tra i più apprezzati del momento, autore di servizi e copertine per prestigiose riviste tra le quali: Wallpaper, Vogue, Elle, Vanity Fair, Brutus Japan e molte altre.
Al centro del percorso espositivo spicca una meticolosa indagine dell’artista alla ricerca di tutti quegli oggetti o indumenti che siano stati a stretto contatto fisico con atleti e sportivi, divenuti testimonianza di eventi memorabili e in certi casi passati alla storia.
Il lavoro artistico di Craig lo porta ad incontrare collezionisti, aziende, musei, atleti ed ex atleti e tramite loro, ascoltare le storie e le emozioni che si nascondono dietro a ogni oggetto o indumento.
Cimeli sportivi che diventano opere d’arte: l’ oggetto fotografato viene inserito in buste di plastica trasparenti, pressurizzato con la tecnica del sottovuoto, così da preservarne l’integrità ed escludendolo da ogni inquinamento esterno.
Ad ogni busta viene applicato un cartellino scritto a mano, che narra con pochi ma essenziali tratti quasi didascalici la storia a cui l’oggetto è legato, restituendo così per ciascuno la propria unicità. L’opera viene poi stampata in scala 1:1 in una logica di corrispondenza con l’oggetto ripreso
Volutamente seriale WITNESS 1:1 vuole – attraverso la ricerca – essere un piccolo documento storico/artistico che parli di emozionanti storie di sport (e non solo), dove l’uomo e il design sono stati insieme testimoni e protagonisti.
Scrive Marina Guida: “ Un progetto artistico, uno studio di ricerca, una mostra, la costruzione di una Wunderkammern avente come unico tema lo sport, ma capace di schiudere lo sguardo e la mente a tutta una serie di cardini attorno a cui ruota il lavoro di Marco Craig.
Un progetto che potrebbe definirsi enciclopedico, per la sua complessità attivata dal bisogno di “fermare la memoria”; un evento espositivo che, nella sua tappa di Napoli, non può prescindere da una riflessone sulla città antica – quella dei giochi Isolimpici istituiti nella città
partenopea all’incirca nel II d.C. grazie alla volontà dell’Imperatore Augusto, a partire proprio
dalla costruzione del Tempio ad essi destinato, così come ci permette di scoprire che l’anfiteatro di epoca romana della città di Capua è stato modello per il più celebre Colosseo romano. E se facciamo un salto temporale in avanti non possiamo non parlare di Diego Armando Maradona, così celebre, anche grazie a Napoli, e così importante per Napoli stessa, tanto da essere diventato simbolo dell’indole sportiva della città, quasi una divinità laica.”
E dunque la mostra costituisce un ‘occasione per accendere la curiosità, di chi osserva, attorno a quella che è la genesi di un processo tanto sportivo quanto necessariamente culturale.
Una racchetta da tennis, una tuta da sci, una bicicletta, ed infiniti altri oggetti del culto sportivo, degli ex voto contemporanei, messi sottovuoto, schedati, così come si fa con le opere d’arte, vengono immortalati dallo scatto di Craig che li riconsegna ad una storia a cui peraltro già appartengono, ma lo fa con il filtro dell’arte perché possano acquisire una delicatezza e un’ulteriore bellezza che solo essa può conferire.
Così come solo l’arte può conferire molteplici significati e altrettante chiavi di lettura ad opere che possiedono già, intrinsecamente, la capacità di attrarre un variegato campionario di pubblico: appassionati di storia dell’arte, dello sport, della ricerca, tutti sono chiamati, nello stesso tempo e nello stesso luogo, a

focalizzare l’attenzione sull’oggetto, sul testimone di un’azione e di un momento storico, che travalica ogni definizione, qualsivoglia classificazione.
Un racconto, quindi, che non si realizza per settori, ma che apre necessariamente a variegati punti di vista: ed è così che l’oggetto – o l’indumento fotografato – ci dice di chi lo ha usato o indossato, in quale competizione sportiva, in quale epoca storica, ed in quale luogo del mondo, conducendoci anche a riflettere sull’assetto politico di quel dato momento.
Tutto si intreccia, insiemi e sottoinsiemi che aprono, a loro volta, ad aspetti che solo in soggettività si colgono e che pertanto si caricano di ulteriori significati attraverso innumerevoli letture.
Informazioni Tecniche:
Stampe fotografiche FineArt montate su alluminio, cornice in rovere e vetro. Dimensioni diverse – Edizione di 5 esemplari + 2 p.a.
Ufficio Stampa: Anna Chiara Della Corte acdellacorte@gmail.com Tel. 333 8650479 Biografia
Marco Craig, nasce a Milano nel 1970.
Fotografo professionista dal 1990, giornalista pubblicista è figlio dell’attore di teatro Mimmo Craig.
Dopo una lunga collaborazione presso il prestigioso Studio Ballo&Ballo, negli anni la sua attività lo porta a collaborare con importanti riviste di moda e design, realizzando servizi e copertine per: Wallpaper, Vogue, Elle, Vanity Fair, Brutus Japan e molte altre.
Attratto dal mondo della pubblicità si fa riconoscere dalle più importanti agenzie pubblicitarie italiane ed estere, firmando e vincendo premi internazionali per alcuni notissimi marchi:
Audi, Lavazza, S.Pellegrino, Cassina, Vodafone, Montblanc ecc.
Nel mondo del Beauty realizza immagini per: L’Oreal, Wella, Kiko, Acqua di Parma, Nivea…..
Oggi, oltre a firmare servizi di pubblicità, moda e beauty segue l’immagine di vari artisti, del
mondo della musica e del cinema e realizza progetti personali legati al mondo dell’arte.
Nel 2015-2016 – grazie a Almostthere e Leica realizza il progetto “DO NOT CROSS”
dove racconta da dentro la Maratona di New York, correndola con la macchina fotografica in mano. L’idea era quella di effettuare dei ritratti al vero polmone che rende speciale questa gara: Il pubblico. Il risultato di questi scatti è un ritratto del mondo contemporaneo.
Craig ha catturato il meeting pot newyorkese: diverse etnie, emozioni, classi sociali, quartieri.
Nei 42 km della Maratona il viaggio fatto con la macchina fotografica va oltre questa distanza.
Per la prima volta un fotografo professionista ha fatto un lavoro simile.
Nel 2016 “DO NOT CROSS” diventa un libro edito da Damiani Editore, tradotto in due lingue e distribuito in Italia e Stati Uniti.
Sempre nel 2016 vengono realizzate con Leica due mostre a Milano e Roma.
Nel 2018 inizia un nuovo progetto dal titolo “WITNESS 1:1” ancora oggi in lavorazione. 2019 – “WITNESS 1:1” Mia Photo Fair – Galleria Still curatore Denis Curti
2020 – “WITNESS 1:1” Galleria Still – Mostra personale curatore Denis Curti
2020 – “WITNESS 1:1” Galleria Vision Quest 4rosso – Mostra personale Curatrice Clelia Belgrado
2021 – “WITNESS 1:1” THE FAIR Torino – Galleria Vision Quest 4rosso – Curatrice Clelia Belgrado

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