Cultura

Half Man: il mostro che abita nelle cose che non abbiamo il coraggio di dire

di Noemi Perfetto

Half Man: il mostro che abita nelle cose che non abbiamo il coraggio di dire

Dopo il successo e i premi vinti con Baby Reindeer nel 2024, Richard Gadd scrive e interpreta una nuova miniserie autoconclusiva disponibile su Netflix, dal titolo Half Man.
I sei episodi raccontano quasi quarant’anni della storia di Niall (interpretato da Mitchell Robertson da giovane e da Jamie Bell da adulto) e Ruben (Stuart Campbell da giovane e Richard Gadd da adulto), due ragazzi molto diversi, figli di due madri che si innamorano e decidono di vivere insieme, costringendo i due a diventare fratelli.
Ruben è spavaldo, imprevedibile, violento, fisicamente e psicologicamente ingombrante, usare la forza è l’unico linguaggio che conosce; nessuno gli ha insegnato l’amore e lui non sa chiederlo, sa solo prenderselo con prepotenza.
Niall ha qualche anno in meno di suo fratello, è intelligente, sensibile, remissivo, lo studio l’ha reso gracile e timido ed è così impaurito da qualsiasi tipo di confronto con l’umanità, che preferisce fingersi eterosessuale piuttosto che offrire ai suoi compagni nuovi pretesti per prendersi gioco di lui. Per Ruben, Niall è uno da proteggere.
La condivisione quotidiana di casa, scuola e famiglia stringe i due in una relazione tossica, di dipendenza reciproca, un legame asfissiante che sa essere confusamente rifugio e prigione.
Una grande violenza si alterna a scene sessualmente molto spinte, gli anni corrono veloci e Ruben continua a sbagliare, violare, eccedere, distruggere, incapace di fermarsi o redimersi; mentre precipita nei gironi dell’inferno, Niall non è in grado di tendergli la mano.
Sconfitto al confronto con il suo leggendario fratello, Niall finisce col vestire il ruolo della povera vittima che gli altri hanno cucito per lui, per appagare l’ossessione di essere riconosciuto come una persona degna di compassione e nel frattempo consuma la sua autenticità, intossica la sua vita di perdizione e bugie, prende il vizio di sfruttare le persone che gli sono accanto e tradire la loro fiducia, ormai l’unico modo che gli resta per sentire di avere del potere, per sapere di essere visto.
La linea netta che avevamo tracciato tra il buono e il cattivo sbiadisce e, disorientati, non sappiamo più da che parte stare.
Il destino dei due fratelli è irrimediabilmente legato alle verità che hanno deciso di tacere, quelle brutali che hanno sporcato la loro infanzia e quelle meschine nella loro relazione da adulti, le stesse che dette prima avrebbero forse potuto salvare le loro esistenze e renderle libere, ma che tenute nascoste, umiliate e maltrattate, condivise adesso, sapranno solo distruggerli.
Entrambi scelgono di abitare il mondo con una versione di sé stessi che sono certi possa compiacere gli altri. Gli Altri. Quelli che ipotizziamo, quelli che mentre ci sentiamo giudicati nemmeno ci guardano. La percezione del loro giudizio sa confinarci a solitudini irraggiungibili, schiacciate dal terrore che la sincerità ci scaraventerà fuori dal mondo non appena l’avremo condivisa.
Ruben e Niall sono half men, mezzi uomini: dopo aver scelto di amputare parti di sé per poter sopravvivere, cercano di ricomporre nell’altro il loro intero, ma come l’amore ci insegna dalla notte dei tempi, è soltanto un’illusione pericolosa.

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